Dietro a ogni prototipo c’è spesso una storia fatta di ritagli di tempo, notti passate a limare regolamenti e una buona dose di ostinazione. Senza studi accademici alle spalle o grandi team di sviluppo, la mia bussola è sempre stata la stessa: il tavolo da gioco, i playtest infiniti e la pazienza di chi ci crede. Dopo aver calcato diversi tavoli degli IDEAG locali e nazionali, è arrivato il momento di fare il salto più difficile: portare le proprie creature fuori dalla comfort zone.
A Ludo in Fiera porterò finalmente a testare Planar Escape, un progetto di giochi di carte nato proprio tra un’intuizione e l’altra nei ritagli di tempo liberi dal lavoro. Non c’è nessuna pubblicazione ufficiale all’attivo, ma c’è l’esigenza più sincera per un autore: metterlo alla prova davanti a critici sconosciuti, giocatori freschi e sguardi non di parte. È lì, tra regole da aggiustare e partite che svoltano all’ultimo turno, che un’idea smette di essere solo un foglio di carta e diventa un’esperienza vera. Se passate dal nostro tavolo, fermatevi: ho bisogno proprio dei vostri pareri più spietati.


